Tymoshenko libera

Collaborazioni esterne,

Julija TymoshenkoInvitiamo tut­ti a sot­to­scri­ve­re l’appello lan­cia­to da Il Legno Storto per­ché le auto­ri­tà ita­lia­ne s’impegnino nel garan­ti­re alla lea­der ucrai­na Julija Tymoshenko un pro­ces­so giu­sto e impar­zia­le.

Aiutateci per favo­re a far­lo gira­re il più pos­si­bi­le, con­di­vi­den­do­lo con i vostri con­tat­ti.

«È dav­ve­ro par­ti­co­la­re la vicen­da che ha coin­vol­to Julija Tymoshenko e vari altri espo­nen­ti di spic­co del movi­men­to aran­cio­ne ucrai­no – un movi­men­to che ave­va cer­ca­to di ripor­ta­re l’Ucraina vici­no all’Europa dopo un lun­go perio­do di domi­nio gran­de-rus­so, di sot­to­mis­sio­ne a Mosca, di can­cel­la­zio­ne di una gran­de sto­ria e di una ric­ca tra­di­zio­ne cul­tu­ra­le, fino al dram­ma del­lo Holodomor, alla stra­ge dei con­ta­di­ni ucrai­ni per­ché trop­po “moder­ni” e dun­que trop­po “indi­vi­dua­li­sti” e aman­ti del­la pro­pria liber­tà. Certo, l’Ucraina non è l’unico Paese libe­ra­to­si con il crol­lo dell’Unione Sovietica che sia ora sot­to­po­sto a pres­sio­ni, con­di­zio­na­men­ti e spes­so veri e pro­pri ricat­ti per­ché rien­tri nel siste­ma neoim­pe­ria­li­sta di Mosca. Armenia, Georgia, Moldova, Bielorussia, la stes­sa Lituania e i Paesi Baltici sono costret­ti a con­fron­tar­si con ini­zia­ti­ve e cam­pa­gne vol­te a inde­bo­li­re o a sop­pian­ta­re i gover­ni e le mag­gio­ran­ze che ne era­no nati.
Ma per l’Ucraina si sono mes­si in atto meto­di e logi­che par­ti­co­la­ri, e insie­me ai soli­ti ricat­ti ener­ge­ti­ci e agli abi­tua­li stru­men­ti di lot­ta poli­ti­ca ete­ro­di­ret­ta si è volu­to per­se­gui­re penal­men­te la figu­ra-sim­bo­lo di quel quin­quen­nio di spe­ran­ze e di cam­bia­men­to Jiulija Tymoshenko. È un pro­ces­so già indi­ca­to da mol­ti osser­va­to­ri ucrai­ni e stra­nie­ri come gra­ve­men­te vizia­to da irre­go­la­ri­tà e da con­di­zio­na­men­ti poli­ti­ci: un pro­ces­so che, gior­no per gior­no, sta diven­tan­do il sim­bo­lo di una resi­sten­za sem­pre più dif­fi­ci­le, alla qua­le le per­so­ne libe­re d’Europa e del mon­do non pos­so­no resta­re insen­si­bi­li. È infat­ti l’idea stes­sa di Europa che vie­ne evo­ca­ta e mes­sa in discus­sio­ne, un’Europa vista da que­sti Paesi come rifu­gio di pace, di liber­tà e di dirit­to con­tro i rigur­gi­ti postim­pe­ria­li di Mosca. È un con­fron­to dav­ve­ro sim­bo­li­co e gra­vi­do di con­se­guen­ze per il futu­ro.

Per que­sto Il Legno Storto segue con gran­de atten­zio­ne le vicen­de ucrai­ne e il pro­ces­so alla lea­der del movi­men­to aran­cio­ne. Per que­sto ha pro­mos­so que­sta rac­col­ta di fir­me, come con­tri­bu­to alla lot­ta che Julija Tymoshenko sta com­bat­ten­do in un tri­bu­na­le poli­ti­co. È neces­sa­rio che altre voci si aggiun­ga­no a quel­le che già si sono leva­te in sua dife­sa da tut­to il mon­do. O un altro pez­zo di Europa, del suo ruo­lo e del­la sua tra­di­zio­ne di liber­tà ver­rà can­cel­la­to.

Il testo dell’appello, rivol­to alle auto­ri­tà ita­lia­ne ed euro­pee – e dispo­ni­bi­le anche nel­le ver­sio­ni in ingle­se, ucrai­no, e tede­sco – è con­sul­ta­bi­le sul blog appo­si­ta­men­te crea­to. Per ade­ri­re, è suf­fi­cien­te invia­re una mail a que­sto indi­riz­zo: indi­can­do, oltre al nome ed al cogno­me, anche la pro­fes­sio­ne: come ai tem­pi di Solidarnosc e del dis­sen­so non vio­len­to con­tro i regi­mi sovie­ti­ci a cui, solo ven­ti anni or sono, l’intera Europa Centro-Orientale era sot­to­mes­sa.

La sot­to­scri­zio­ne richie­de pochi minu­ti del­la gior­na­ta di cia­scu­no di noi: e ne vale la pena, poi­ché, para­fra­san­do il com­pian­to Jerzy Giedroyc, un’Ucraina libe­ra, giu­sta ed indi­pen­den­te – e, sopra­tut­to, euro­pea – è con­di­cio sine qua non per un’Europa for­te, fie­ra di sé stes­sa, e pro­ta­go­ni­sta nel mon­do di oggi».

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