Il male nascosto

Edoardo Iacono,

Arancia meccanicaLe con­di­zio­ni già cri­ti­che del tas­si­sta mila­ne­se, bru­tal­men­te mal­me­na­to, con­ti­nua­no a peg­gio­ra­re. Dopo aver let­to il bol­let­ti­no medi­co, si può solo invo­ca­re un mira­co­lo. L’uomo è arri­va­to in ospe­da­le con il cra­nio sfon­da­to, un’edema cere­bra­le, un’emorragia inter­na ai pol­mo­ni, la mil­za spap­po­la­ta e i den­ti rot­ti.

Si trat­ta del soli­to grup­po di squi­li­bra­ti incli­ni alla vio­len­za che cia­scu­no di noi spe­ra di non incon­tra­re mai per stra­da? Non pro­prio. Il caso in que­stio­ne ha assun­to del­le tin­te più fosche, facen­do emer­ge­re un cli­ma mafio­so di pro­fon­da omer­tà e inti­mi­da­zio­ne che impe­ra nel quar­tie­re com­pre­so tra Stadera e Ripamonti, tea­tro dell’accaduto.

Fra le deci­ne di testi­mo­ni solo quat­tro o cin­que si sono offer­ti di rico­strui­re in manie­ra com­ple­ta i fat­ti. Subito dopo alcu­ne di que­ste per­so­ne sono sta­te minac­cia­te al tele­fo­no e al cito­fo­no di casa. A un altro è sta­ta bru­cia­ta la mac­chi­na. I poli­ziot­ti giun­ti sul luo­go sono sta­ti insul­ta­ti da una cop­pia di ragaz­zi. Un foto­re­por­ter impe­gna­to nel­le ripre­se è sta­to assa­li­to e per­cos­so con un mani­co di sco­pa. I respon­sa­bi­li dell’aggressione ven­go­no indi­vi­dua­ti e cari­ca­ti subi­to sul­la volan­te: sono due ragaz­zi. Si alza dun­que un coro di gio­va­ni che urla «poli­ziot­ti bastar­di». La madre di uno dei ragaz­zi assi­ste alla sce­na e pian­ge, pre­oc­cu­pa­ta che gli “sbir­ri” fac­cia­no del male al figlio.

Si trat­ta indub­bia­men­te di fat­ti gra­vis­si­mi, che deno­ta­no un qua­dro di pro­fon­do degra­do socia­le. Non sia­mo infat­ti di fron­te a un epi­so­dio di vio­len­za cir­co­scrit­to, ben­sì a un “male” radi­ca­to a un livel­lo socio-comu­ni­ta­rio allar­ga­to. Un inte­ro quar­tie­re di Milano vive rego­le pro­prie, non rico­no­sce l’autorità del­le for­ze dell’ordine, legit­ti­ma e pro­teg­ge l’illegalità e infi­ne vede nei media che docu­men­ta­no tali fat­ti degli sco­mo­di intru­si.

Come com­bat­te­re que­ste sac­che d’illegalità? Sicuramente, come ha ricor­da­to Giuliano Pisapia, la solu­zio­ne non è stru­men­ta­liz­za­re simi­li fat­ti di cro­na­ca per sco­pi poli­ti­ci. Le misu­re di sicu­rez­za “lan­cia­te a fion­da” dal­la Lega – spray urti­can­ti e sfol­la­gen­te, addi­rit­tu­ra il por­to d’armi sem­pli­fi­ca­to – toc­ca­no inve­ce solo la super­fi­cie del­la que­stio­ne, risul­tan­do tan­to inu­ti­li quan­to inef­fi­ca­ci.
Non sareb­be for­se meglio com­bat­te­re il pro­ble­ma alla radi­ce, per esem­pio con pro­get­ti di edu­ca­zio­ne alla lega­li­tà nel­le scuo­le e offren­do oppor­tu­ni­tà di lavo­ro digni­to­se?

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