Una giustificazione sufficiente?

Marco Fasola,

Pari diritti«Mi ver­go­gno di far par­te di que­sto Parlamento» ha det­to Paola Concia del Pd, rela­tri­ce del­la pro­po­sta di leg­ge con­tro l’omofobia boc­cia­ta pochi gior­ni fa dal­la Camera. Uno sfo­go con­tro la mozio­ne dell’Udc (vota­ta da Pdl, Lega e Paola Binetti del Pd) con la qua­le il testo è sta­to respin­to per pro­ble­mi di costi­tu­zio­na­li­tà. Il prov­ve­di­men­to inse­ri­va, tra le aggra­van­ti dei rea­ti, “l’avere […] com­mes­so il fat­to per fina­li­tà ine­ren­ti all’orientamento o alla discri­mi­na­zio­ne ses­sua­le del­la per­so­na offe­sa dal rea­to”. In sostan­za un ina­spri­men­to del­le pene in caso di aggres­sio­ni lega­te all’orientamento ses­sua­le del­la vit­ti­ma. Un feno­me­no che pur­trop­po ulti­ma­men­te è in esca­la­tion. L’ultimo caso è avve­nu­to pro­prio ieri a Napoli, dove un inse­gnan­te omo­ses­sua­le è sta­to insul­ta­to e minac­cia­to con un col­tel­lo da tre ragaz­zi.

Di fron­te a que­sti fat­ti, è giu­sto che l’allarme socia­le si tra­du­ca in una rispo­sta del legi­sla­to­re. La boc­cia­tu­ra del­la pro­po­sta di leg­ge Concia è, alme­no a livel­lo poli­ti­co, un «pas­so indie­tro» per i dirit­ti di gay e lesbi­che, come ha det­to l’Alto com­mis­sa­rio Onu per i dirit­ti uma­ni Navi Pillay. Infatti, per una cate­go­ria di sog­get­ti che più di altri rischia­no di esse­re vit­ti­me di rea­ti, è dove­ro­so che lo Stato assi­cu­ri una mag­gior pro­te­zio­ne. I rilie­vi di inco­sti­tu­zio­na­li­tà sol­le­va­ti dall’Udc, tut­ta­via, non sono pri­vi di fon­da­men­to. In sostan­za si osser­va che l’espressione “orien­ta­men­to ses­sua­le”  può com­pren­de­re di tut­to: non solo omo­ses­sua­li­tà, ma anche ince­sto, pedo­fi­lia, zoo­fi­lia, sadismo, necro­fi­lia. Tendenze, que­ste ulti­me, che sicu­ra­men­te non sono meri­te­vo­li di alcu­na pro­te­zio­ne. Inoltre pro­prio la vaghez­za del­la nozio­ne di “orien­ta­men­to ses­sua­le” si por­reb­be in con­tra­sto con il prin­ci­pio di lega­li­tà del dirit­to pena­le, per il qua­le le fat­ti­spe­cie devo­no esse­re fis­sa­te dal legi­sla­to­re e non lascia­te all’interpretazione del giu­di­ce.

Anche la tec­ni­ca nor­ma­ti­va uti­liz­za­ta non era del­le miglio­ri: si inse­ri­va fra le aggra­van­ti dell’art. 61 cod. pen. – comu­ni a tut­ti i rea­ti – un’ipotesi par­ti­co­la­re, rela­ti­va solo ad alcu­ni delit­ti con­tro la per­so­na. Nonostante que­sto, la cosa miglio­re sareb­be sta­ta rin­via­re la pro­po­sta in Commissione così da appor­ta­re le modi­fi­che neces­sa­rie. Bocciarla in que­sto modo ha signi­fi­ca­to inve­ce lan­cia­re un mes­sag­gio di indif­fe­ren­za al Paese.

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